Eccomi di ritorno
Eccomi qui, di nuovo a scrivere qualcosa di (semi)serio sul mio stupidissimo blog (vedi gli utlimi post).
Un po’ di novità si sono affacciate alla finestra negli ultimi tempi, per prima cosa ho trovato lavoro!
Ebbene sì, ho provato a fare un concorso pubblico per un posto in università, tanto per provare arrivando ultimo all’orale. Il destino ha voluto che i primi tre si ritirassero e così è toccato a me!
In pratica sono il tecnico informatico dell’aula B1 - laboratorio di meccanica e fisica tecnica - alla Facoltà di Ingengeria dell’Università di Pavia, per ora è tutto tranquillo, anche perchè ad agosto la nave è un’isola deserta eheheh.
Settimana scorsa ho fatto le mie prime ferie “all’avventura”, decise e organizzate in pratica le 48 ore prima della partenza del volo. Per questo devo ringraziare Edo e Filippo che hanno avuto l’idea, cercato i biglietti, cercato il motel e prenotato anche per me! A me è bastato dire soltanto “ok va bene”. Ringrazio anche il prof. che mi ha concesso le ferie con un preavviso di due giorni!!!!!
Che dire, è stata proprio una bella vacanza, relativamente breve, ma intensa. Quanta strada abbiamo fatto!
Berlino mi ha stupito innanzitutto per la sua architettura, quasi tutta moderna, dovuta alla grande opera di ricostruzione del dopoguerra. È riuscita a risorgere dopo le atrocità della guerra e il periodo del muro. Si trovano ancora in giro per la città lotti edificabili in attesa di un progetto che dia loro un’identità.
Palazzi rasi al suolo dai bombardamenti, edifici bombardati e successivamente abbattuti, edifici sventrati all’interno e rianimati con strutture in vetro e acciao e tanto, tanto verde: questa è la Berlino del 2008. Il vetro e l’acciaio, come dicevo, sono predominanti in molti edifici e rendono la città una citadella di luci immersa nella notte.
La torre della televisione, alta 326 metri, la cattedrale, l’isola dei musei, la porta di Brandegurgo e il Reichstag, il monumento agli ebrei uccisi e i musei a testimonianza degli anni duri del nazismo e della guerra fredda.
Una città risorta immersa nella Storia, come mi piace definirla. Si perchè la storia non si vede, rimane poco della struttura urbanistica di Berlino degli anni 30-50, ma si respira perchè la nuova architettura un po’ disorienta il turista abituato alle bellezze architettoniche dei secoli passati.
La possibilita di poter riorganizzare la città, purtroppo lacerata e distrutta dalla bombe, è stata un’occasione che i berlinesi hanno saputo sfruttare bene. Una rete composta da ben 15 linee di metropolitana (U-Bahn, sotterranee, e S-Bahn superficiali) accoglie il turista appiedato e lo accompagna in ogni angolo dell’enorme metropoli che accoglie tre milioni e mezzo di abitanti. Non dimentichiamo che esistono anche le autolinee cittadine e le tramvie! Il trasporto pubblico la fa da padrona, ma cosa ancor più incredibile è che Berlino risulta essere la città con più biciclette in Europa, ebbene si più della capitale della bici Amsterdam. In effetti si nota subito un grande traffico a pedali e io, che ad Amsterdam ci sono stato, me ne ero accorto. Tutto ciò è incentivato dal fatto che quasi tutte le strade prevedono un tratto di marciapiede dedicato a pista ciclabile in entrambi i sensi di marcia! Le piste ciclabili sono visibili solamente grazie al diverso tipo di pavimentazione utilizzato, per questo capitava spesso di camminarci sopra e di venire richiamati dal campanello del ciclista di turno che non aveva la minima intenzione di fermarsi. Inoltre le biciclette possono viaggiare sulla metropolitana e per anche questo moltissime stazioni sono dotate di ascensore sempre funzionante.
Beh, per ora mi fermo qui, magari continuerò in un prossimo post. Potete intanto vedere le mie foto sul profilo di Flikr www.flickr.com/photos/ilbassa eccovi un’assaggio:
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